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martedì 22 giugno 2010
Becoming Passionate
Passion, that's what this type of story has always given me.
And the uncontrollable desire of living it for real.
Can't describe how much I love those gazes..
Goose Bumps. Smiles.
Thanks.
sabato 19 giugno 2010
See You Soon
A quest'ora dovrei già stare nel pieno del nauseabondo studio matto e disperatissimo pre-esame.
Invece eccomi, a sproloquiare qui sopra.
Voglio svuotare la mente, così magari mi concentrerò di più su quelle dispense mai sfogliate.
Mi sono resa conto oggi che dopo anni di arrovellamenti mentali, malinconie subite, trite e ritrite, sono finalmente riuscita a scrollarmi di dosso gli strascichi che tentavo invano di togliermi dalla testa.
Ed è successo tutto con un solo pensiero:
ma perché dovrei passare il resto dei miei giorni ad analizzare una storia vissuta a metà con qualcuno che mi conosceva appena?
Sarà tempo di riflessioni.. tra le indecisioni universitarie e private.
Sta di fatto che beh, non c'è alcuna fretta, non saranno certo le ultime indecisioni della mia vita, perciò ho intenzione di restarmene qui, ad ascoltare parole e pensieri di altri, che mi ricordano tanto i miei.
giovedì 17 giugno 2010
Help Yourself
A dirlo, è molto semplice: bisogna accettarsi per come si è.
E che ci vorrà mai? Un po' di forza di volontà, autostima e un pizzico di amor proprio, giusto?
Sbagliato.
Se per anni e anni e anni si è cercato di sconfiggere la propria timidezza, di combatterla, e di punto in bianco ti rendi conto che l'unico modo per batterla è conviverci e apprezzarla.... allora, come si fa a cambiare se stessi, senza cambiarsi?
Non mi sono capita neanche io, penso sia questo il problema.
martedì 15 giugno 2010
Bring The Funk
If you search the word "Funk" on the dictionary, you'll see that it has different meanings.
Bad smell, depression, to become frightened and shrink back....
In a nutshell: DREAD.
I've been afraid of dread in my entire life, but I'm giving it up.
I'm so tired of living in dread.
Gonna push it away or transform it in GRIT.
lunedì 14 giugno 2010
Psyche
Ho capito, o meglio, mi sono capita.
Ti ho capito.
Mentire a me stessa penso sia la cosa che mi riesce meglio in assoluto.
E anche questa affermazione, conferma la tua tesi.
Ho sempre vissuto nell'ombra, uscendo alla luce del sole solo se in un punto caldo, tra persone amiche e familiari.
Ho sempre nascosto tutto a chi non pensavo potesse riuscire a conoscermi davvero.
E solo oggi mi sono resa conto che alle volte, sono gli altri a conoscerti meglio di quanto non ti conosca tu stessa/o.
Pensavo di potermi immedesimare nella frase della canzone che abbiamo suonato:
You ain't gonna know me coz you think you know me..
E invece dovrei cambiare qualche pronome personale.
E' così facile dare la colpa agli altri, dire che non ti capiscono, nascondersi dietro a queste banali spiegazioni, nel dire che certe persone vedono solo la superficie, non vedono l'essenza.
Invece eccola, l'hai scoperta.
Mi hai capito persino meglio di quanto non mi sia capita io.
Io non riesco a parlare se non ho qualcosa da dire, non riesco ad esprimere la mia opinione se vedo che sono cose che già dicono altri.
Eppure tu hai provato in tutti i modi a farmi parlare, mi hai messo davanti agli occhi un argomento che sapevi benissimo essere uno dei miei preferiti, ma io non mi sono mossa dalle mie posizioni.
Seguivo gli imperativi d'annunziani: Tacevo e Ascoltavo. Nient'altro.
Mi manca la grinta in questi casi.
Però ieri sera mentre suonavo, ero io, ero me stessa.
Forse sì, è vero, sempre insicura.
Ma io sono fatta di insicurezza, timidezza e ossa.
La carne è poca in confronto al resto.
Vendessero medicinali alla Grinta in farmacia, andrei subito a prenderli.
A quanto pare però, me la devo cavare da sola.
Ci vuole grinta anche in questo pare!
And I Face Myself In Reason.
domenica 13 giugno 2010
Paradise Circus
oh where the devil makes us sin
but we like it when we're spinning in his grip.
La psiche umana è indecifrabile. Per tutti, me compresa.
Niente psicologi, psichiatri, strizzacervelli o aspiranti tali, nessuno mai potrà decifrarla.
Perché resterà sempre un angolino nella mente, qualcosa di nascosto, irraggiungibile, da qualsiasi punto si provi a scrutarlo.
Invidia?
Rabbia?
Avidità?
Pigrizia?
Lussuria?
Superbia?
Gola?
Deve esserci qualcosa che ci conduce, un vizio che abbiamo insito in noi, che ci guida per il resto dei nostri giorni, anche se tentiamo di contrastarlo in tutti i modi, anche se ci adagiamo su di esso e basta. Deve esserci qualcosa.
Il mio sarà la pigrizia, forse la gola.
Non sono mai stata guidata dall'invidia, è quello che odio di più dei 7 fantomatici vizi capitali.
non sono mai stata capace di provare Superbia, data la mia spiccata insicurezza.
Avidità? No, ma avrei dovuto provarne con chi non era degno di ricevere neanche un centesimo di mio possesso.
Lussuria, la giusta quantità.
Come si fa a sconfiggere le proprie infondate paure?
Come si fa a sorpassare l'ostacolo dell'autostima?
Vorrei realizzarmi, semplicemente questo.
Portare a compimento ciò che ho iniziato, senza chiedermi se ne sono capace davvero.
Vorrei semplicemente poterlo fare.
Ma pur sforzandomi, c'è sempre qualcosa che mi porta a mettermi a confronto con gli altri.
Qual è la giusta dose di considerazione da dare all'opinione altrui?
sabato 12 giugno 2010
At Last
Sogni strani.
Strane immagini nitide di momenti onirici che non so se vorrei si realizzassero o no.
Eppure il cuore batte a una velocità paragonabile a quella della luce, se ci penso.
Sarà come mi dicono, semplicemente una estremizzazione di un desiderio: voler rivedere persone perse per strada.
Ho sognato un bacio.
Seguito da una sensazione di sorpresa e benessere.
Ma Colui non era proprio la persona che mi sarei mai aspettata di sognare in questo modo.
Sarà la voglia di cantare At Last credendoci davvero, sentendola mia per una volta.
Sarà, comunque oggi sono molto blue.
Although, the sky above is blue, no matter what.
giovedì 10 giugno 2010
go ahead, and have yourself a ball...
Le parole si sprecano.
Troppe volte sarebbe tanto meglio starsi zitti e ascoltare.
E allora io ora voglio stare zitta, e ascoltare.
I'm riding for a fall.
mercoledì 9 giugno 2010
And so we all become Helpers.. and I can't Help Helping!
Visto e considerato che questo blog non è altro che un mio continuo sproloquio, che non seguo alcun filo logico, e che sto lanciando semplicemente nell'aere internettiano una masnada di cazzate, non vedo perché dovrei cambiare rotta. No?
Bene. Qual è l'argomento di oggi?
Come rispondere a una dichiarazione di "marcato interesse", in modo da non sembrare né stronza, né egoista, né insensibile?
No perché io non mi ci trovo spesso in questo genere di situazioni. Penso si contino sulle dita di una mano le volte in cui mi sono ritrovata spiazzata da qualcuno che riteneva di dovermi informare del fatto che non gli ero per nulla indifferente, o cose simili.
E in queste rare volte che mi è capitata una cosa del genere, ho sempre fatto la figura della cogliona, tipo stasera:
"Sai lui è un tuo grande fan, mi chiede sempre di te, che cosa fai.."
"Davvero? Beh, sono onorata..."
"No sul serio, vi siete già salutati?"
"Sisi! Certo!"
"Ah ok, beh, è un tuo grande fan!"
"Si ma infatti veramente, sono onorata!"
...e dentro di me pensavo: ma non c'è un modo migliore di rispondere ad affermazioni simili?
E poi perché bisogna per forza dirle queste cose?
Perché non lasciarle lì e basta... magari dirle solo nel caso in cui si sappia se la persona in questione è capace di dare una risposta come si deve, e non una risposta vaghissima, palesemente messa lì per fuggire via lontano?
Non lo so, comunque io non riesco proprio a gestire questo genere di momenti imbarazzanti.
Non sono mai stata una di quelle sicure di se, spavalde, sempre con la risposta pronta, (tra l'altro sempre quella giusta).
Io sono una supplente. Una di quelle persone che vivono perennemente come spalle degli altri.
Ecco perché mi ritrovo tanto in Claire di Elizabethtown.
Tu ed io abbiamo un talento speciale e l'ho capito immediatamente. Quelli come noi si chiamano "supplenti". Io sono stata una supplente per tutta la vita. Non sono un'Ellen, non ho mai voluto essere un'Ellen e no, non sono neanche una Cindy, sebbene i Chuck mi amino... Il fatto è che stare da sola mi piace troppo, se pensi che sto con uno che è sposato alla sua carriera accademica... è raro che ci vediamo e quindi io sono una supplente. Mi piace in questo modo, c'è molta meno pressione.
martedì 8 giugno 2010
I Dare You To Move
Un Sobbalzo al Cuore, perenne.
Va a tempo con la cassa, e i colpi al petto che sento si acuiscono sempre di più ogni volta che mi muovo.
E' come essere una batteria in movimento:
I passi sordi di due tom che continuano a camminare.
Il battito scolpito dal tonfo del pedale che batte sulla cassa.
E i pugni lanciati in aria, una scarica di colpi di rullante.
I rumori della quotidianità che scorre attorno a te, scanditi dal timpano.
E l'aria che ti passa tra i capelli, non è altro che il ticchettio sommesso delle bacchette sui piatti.
Basta poggiare i piedi a terra per sentire tutto questo, basta chiudere gli occhi.
Ma ti sfido a muoverti, e vedrai che a lungo andare sarà difficile smetterla di distinguere qualsiasi cosa.
Sarà difficile tornare alla visione che avevi prima, tornare a non sentire più nulla.
Non c'è via di ritorno, suppongo.
Io non ci riesco più da due anni, a non pensare al tempo, a non frammentarlo in sedicesimi, quarti, ottavi, trentaduesimi; e a non scandirlo con la cassa. La mia cassa toracica.
Se non avete mai provato tutto questo, vi consiglio di ascoltare una canzone ad altissimo volume, o andare direttamente a un concerto, alzarvi in piedi, mettervi una mano sul petto e constatare quanto i colpi di cassa riecheggino nel vostro essere, e quasi sovrastino l'aritmia costante del vostro cuore.
Un cardiopalma di pelle d'animale e betulla.
lunedì 7 giugno 2010
I keep dancing on my own
Io sono solo un numero scritto su un foglio ministeriale.
Un 23 scarso, che fa anche un po' male.
O un 28, che dà un po' di soddisfazione.
Per i professori universitari e per i datori di lavoro almeno, è così, dato che è raro che si ricordino chi sei, e ancora più raro che si ricordino il tuo nome.
Ma allora a che serve?
A che serve la spasmodica tendenza a una media pressoché decente, se poi dopo sarai soltanto un numero?
A che serve crederci, se poi ti buttano lì, in mezzo a mille altri numeri, matricole come te, senza darti la minima considerazione?
Serve ad avere qualcosa da fare, uno scopo, un cammino da seguire;
perché altrimenti, tu a che servi?
Spero di poter rispondere a questa domanda tra 10 anni, quando avrò una vaga idea di quali siano le mie possibilità.
E nel frattempo penso a quanto era diverso al liceo, quando ancora ti lamentavi dei professori, delle ore di lezione insopportabili, e invece era tutto più semplice, bastava studiare.
Ora oltre a studiare, devi pensare a sopravvivere con le tue sole forze.
Yeah, I know it's stupid
but I just gotta see it for myself.
venerdì 4 giugno 2010
tricks of the trade
Fa uno stranissimo effetto, sapere di condividere qualcosa di indissolubile......a meno che non si abbia l'alzheimer, un'amnesia o un trauma cranico...ma non portiamoci sfiga. (grattatina della tettina sinistra).
E' una delle cose che amo, ma che allo stesso tempo mi fa rabbia, sapere di essere in molti frammenti di memoria delle persone che ho frequentato. Da un lato è piacevole, ma dall'altro fa un po' male vedere come ora sembrino attimi superflui, che non hanno significato nulla, al massimo sono stati momenti in allegria e nulla di che. Non per me però.
Ho interrotto qualsiasi tipo di contatto con il gruppo di amici con cui fino all'estate scorsa uscivo ogni sabato, e anche più. Ora sono solo le ennesime persone presenti su facebook, ma non sono più amici neanche lì. E tra tutti, penso in particolare a una persona, che avevo etichettato come "migliore" tra gli altri, e poi è stata la prima a voltare le spalle appena si è presentata l'occasione. Ironico.
Eppure so che qualche pensiero me lo lascia, sentendo una canzone, leggendo qualcosa, pronunciando una frase cretina.. anche una frase seria, dai.
Ed è una sensazione che non ho provato neanche due (o erano tre?.. no, no. due) anni fa, all'epoca del rimbecillimento cronico da storia-del-liceo-finita-con-una-lettera-e-commenti-su-msn (sì, la tecnologia fa male alle relazioni interpersonali...).
Mai illudersi comunque.
E mai restare attaccati al passato, perché tanto sta lì, nessuno lo riprende più.
And as time shall inevitably move on.
Well at least we'll have four strong legs to stand on - to keep us alive
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