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domenica 27 febbraio 2011

perfume

Fondamentalmente: ho scritto una marea di stronzate nel precedente post.
Ma non lo cancellerò, perché comunque ha un suo perché (della serie, iniziare e finire una frase allo stesso modo).
Lo scopo di tutto questo parlare e parlare e parlare e sfogarsi è partire: devo scegliere una meta, prendere e andarmene per 2 mesi, non sentire nessuno se non per avvisare che sono viva, staccare tutto e andare via.
Vorrei solo capire meglio certe cose, vedere cosa cambia al mio ritorno.
Il mio ippocampo e la mia corteccia olfattiva mi tradiscono in certi momenti, alla presenza di certi odori: ricordo le sensazioni, il benessere illusorio e il gusto, soprattutto, di un bacio al sapore di tabacco.
E non mi si stacca più il cervello da quel profumo, penso non mi ci si staccherà per un bel pezzo.
"Lo stimolo olfattivo richiama al mondo istintuale, alla parte più primitiva e naturale, insita in ognuno di noi. Dal potere evocativo misterioso e poco sconosciuto l’olfatto guida impercettibilmente molte delle nostre decisioni, delle nostre scelte, dal partner a noi più affine ai sentimenti ed impressioni che associamo a luoghi ed oggetti.".
Il mio olfatto mi dice potrebbe essere.
Il mio cervello mi dice non sperarci.
Il mio istinto cinicamente si chiede che cosa ci sia da sperare.
Voglio seguire l'olfatto stavolta.
Vorrei percepire cosa accadrà solo da un profumo.



venerdì 25 febbraio 2011

You Have No Idea

"Do you ever just think I'm fooling everybody?"
Le identità che ci creiamo stando al mondo, milioni e milioni di facce diverse che sottintendono alla stessa persona. Pirandello l'ha spiegato meglio di me, meglio di chiunque altro in effetti, quanto questo possa essere soffocante e allo stesso tempo degenerante.
Il mio scopo adesso nel mondo è trovare una persona che capisca la differenza tra me e lei, una persona che non mi veda semplicemente per quello che dico o faccio, neanche per quello che non dico o non faccio. Sai no, quando hai dato ragione al mondo per troppo tempo e alla fine non ne puoi più di fargli credere quello che vogliono, quando hai mostrato quello che provavi solo all'ultimo momento e quindi hai fatto semplicemente la figura della esagerata, oppure sei stata zitta e allora sei sembrata una vigliacca o una che si lascia scappare le occasioni.
Ho perso il conto delle etichette che mi sono state appiccicate addosso, ma ho lasciato fare, forse perché tanto tutti vogliamo solo sentire quello che ci gratifica, e allora ho voluto gratificare chi mi voleva aiutare: secondo me ci piace pontificare sui problemi degli altri perché non sono i nostri e quindi è anche divertente dare giudizi positivi o negativi, e la gratificazione arriva proprio dal fatto che ci possiamo sentire migliori pensando "io non farei mai così", "io sono più forte".
Ma dopo un po' che ti comporti così, accontentando il prossimo, arriva un momento in cui non ne puoi più di essere quello che gli altri vogliono vedere: quella tranquilla, quella che non lo è affatto, quella generosa, quella sempre zitta, quella simpatica, quella ingenua, quella timida, quella che esagera tutto, quella che innervosisce perché è sempre pacata, quella che è ottimista, quella che sfiora il pessimismo cosmico.. Ora basta dai, ho capito, in un modo o nell'altro per chi mi conosce sono sbagliata. E' giusto, nessuno è perfetto e io non sono nessuno, lui si che sarebbe una persona nuova da conoscere, quella perfetta. Insomma va bene la libertà di pensiero esiste, nessuno può controllarla. Sempre lui, è potentissimo!
Io però mi chiedevo solamente se mi è possibile restarci male, prenderla in un certo modo e sentirmi usata, non ritenere di dover fare una figura di merda tanto per farla, oppure no perché alla fine l'ho voluto io, sono io che mi sono resa uno specchio e ne ho parlato e dovrei fare come dicono quelli che la vedono da fuori?
Ecco il concetto a cui volevo arrivare è che siamo tutti capaci a dare consigli perché non siamo noi a doverli seguire.

Mollare tutto e partire, sto per prenotare un biglietto di sola andata verso l'abiura della me collettiva.
E' possibile ricominciare da capo, fallo insieme a me.
Andiamocene, che tanto qui non sarà mai diverso da come è ora, ci saranno sempre le stesse persone sicure di conoscerti alla perfezione.
Non mi va più di parlare di cose che in realtà non mi interessano soltanto perché agli altri piacerebbe che mi interessassero.
Non mi va più di parlare, perché non ne sento più il bisogno.
Sono semplicemente stanca di tutto ciò che mi circonda, di dare troppo e ricevere le briciole, di aspettarmi il mondo dalle persone e constatare che in realtà io sono solo un mezzo per arrivare ad altri.

Molto probabilmente cancellerò questo post presto, chi lo sa, stasera rifletto senza freni e forse domani mi pentirò di tutto quello che ho appena scritto.
Ma ehi, lo ribadisco: se scrivo qui, nella maggior parte dei casi è per sfogarmi.
Mi spiace per chi voleva farsi quattro risate.
Vabbe!








mercoledì 23 febbraio 2011

Respirare Musica


Quando esplode dopo 1minutoe16secondi, respiri.
Respiri profondamente inspirando ossigeno in quattroquarti.

lunedì 21 febbraio 2011

Miles and Miles away

Ad un certo punto chiudi gli occhi e basta.
Aspetti.
Che smettano tutti di parlare, di suggerirti cosa fare: voglio il silenzio.
Voglio che risuoni solo questo: lo scrosciante succedersi delle parole che state leggendo e pronunciate a mente.
Se non vi sentite a vostro agio a fare qualcosa, non fatela, che dicano quello che vogliono:
Non sprecate parole con chi non ne considera il loro valore intrinseco,
Lasciateli ad ascoltare il vostro silenzio.
Suoni così poco considerati, le parole: ora che posso solo sussurrarle, voglio pensare solo all'armonia che producono, e ricordarmi così il tono della mia voce mentre carpisco quello delle persone di cui, invece, mi interessa ascoltare tutto.

Ricordo che un tempo parlavo anche io, era solo ieri.

Mi si è rotta la voce!


sabato 19 febbraio 2011

Le interminabili pause dallo studio

Prima di iniziare a leggere, per favore premi play.



E' come se mi fossi svegliata adesso da un sogno lungo e strano.
Ma no, mi sembra di stare ancora dormendo, che il sole che c'è fuori sia una proiezione del mio subconscio, e le persone che mi circondano mi parlino dei miei pensieri.
Uso le virgole come fossero pause musicali, quelle che prendo senza rendermene conto mentre parlo.
Se chiudo gli occhi, ti arriva ciò che penso?
Svegliami, I feel like a beholder.
Finalmente mi sento libera dal peso che portavo addosso, l'ansia del giudizio altrui:
sono tutte illusioni, non me ne libererò mai.
Se pensi possa finire così ti sbagli di grosso, purtroppo.
Il giudizio altrui condiziona chiunque in tutti i modi possibili; se non ci fosse, non avremmo motivo per lavorare sodo e fare sempre meglio.
Allora adagiati sulle opinioni della gente, come se fossero il più bel letto su cui tu abbia mai dormito. Vai oltre, supera l'ansia, scegli un ritmo diverso, il tuo ritmo.
Sarebbe un errore, una vita senza musica. Non trovi anche tu?
E la musica altro non è che un insieme di opinioni contrastanti.
Lasciale i pensieri più dolci che hai, anche quelli più tristi, va bene lo stesso dai.
Lasciale quello che ti pare, basta che non la abbandoni mai.
Sei solo un numero tra i tanti, realizzalo e vai avanti: non è una punizione, sei nato così.
Io sono un 7, piacere, e tu?
Non potrai mai conoscere tutti i numeri del mondo, finché non ti renderai davvero conto che non hai bisogno di conoscerli tutti per stare bene.
La vita è fatta di rarissimi momenti di grande intensità e di innumerevoli intervalli.
La maggior parte degli uomini, però, non conoscendo i momenti magici, finisce col vivere solo gli intervalli.
Ehi, svegliati, stavi vivendo il mio intervallo.

Every woman blows her cover
In the eye of the beholder
I'm a fish now out of water


venerdì 18 febbraio 2011

Lotus Flower

Sentila la musica, SENTILA!
Ascolta, non ti fermare al nome del gruppo, non ti fermare ai pregiudizi.
La puoi anche vedere la musica alle volte: questo è uno dei casi.

Skin and Bones (Part II)

Mi sono accorta che non ho fatto un post degno di nota su skin and bones.
Sono un'eretica.
No davvero, non sto scherzando: certe canzoni meritano molta più attenzione di quella che si dà di solito, perché questa è una di quelle canzoni che la gente ascolta ma non gli dice "niente di che" e quindi sta lì, sommersa dai mille brani presenti sui milioni di ipod, mp3, pc, echipiùnehanemetta presenti in tutto il mondo.
Eppure non è che dica chissà cosa, lo so bene, ma è proprio questo il punto:
una canzone che è stata scritta in 5 minuti soltanto perché avevano chiesto a Dave Grohl di suonare qualcosa di acustico in una diretta radio, e lui, non volendo suonare cose già sentite, se ne uscì con questa: skin and bones.
Sono pelle e ossa, non lo sapete?
E io mi ritrovo in ogni singola parola, ogni singola nota suonata in questo brano:
"Ultimamente sai, stavo considerando che sembra quasi il mio tempo stia diventando sempre più scarso; fammi arrabbiare dai, e poi guardami girare, guardami girare.
Sono pelle e ossa, pelle e ossa non lo sai? Sono sfinito e non mi sta più niente, bevo Brennivin e fumo sigarette, più do e meno ricevo, ma sono un abitudinario e sono pelle e ossa, non lo sai?
Dentro a questo mio corpo, batte il cuore dei cuori, Valentine; dite a mia madre che sto bene, sono pelle e ossa, pelle e ossa, non lo sapete?
Sono solo pelle e ossa.
Sono soltanto."



giovedì 17 febbraio 2011

I'm just skin and bones.

Devo studiare, devo studiare, devo studiare, devo studiare.
Ho bisogno di essere nervosa, di avere ansia, e invece niente. puf.
Poi la gente dice che sembro sempre nervosa. Magari fosse così!
Vedo tutto da una certa distanza, come se fosse la vita di qualcun altro.
Ehi è la mia, diamoci una smossa.

Skin and Bones, don't you know?

mercoledì 16 febbraio 2011

boh

Tossisco e via, spero che manchino ancora pochi colpi di tosse per separarmi da questa febbra invernale.
Ho le mani calde e la testa mi pesa, ma in tutto ciò non poteva mancare l'ennesimo post da pensieri filosofici in corso, made by batteri in the body.
Mi sono accorta che non riesco a non parlare delle persone qui, sarà che ci parlo costantemente e quindi non trovo argomento di conversazione migliore.
Le conversazioni con me stessa sulle persone, avrei dovuto chiamarlo così questo blog.
Parole prive di senso che si susseguono mano a mano che scrivo per inerzia.
Ultimamente sto ricevendo una caterva di ramanzine, giustamente anche:
sono troppo pigra, non mi va di imparare a scrivere anche se so come si fa, l'ho visto fare milioni di volte.
E poi vabbe invece di parlare a voce, alle volte, scrivo su un blog e penso sia pigrizia anche questa, non mi va di litigare.
Migliorerò, migliorerò lo giuro.
Cerco una canzone dei beatles da trascrivere, così tanto per.



lunedì 14 febbraio 2011

The Great Gig in The Sky

Scrivo qui perché non mi va di studiare.
Ma la zitella illetterata (non sto scherzando, è il titolo del libro che devo studiare) mi attende, e quindi andrò.
Prima però lascio che la pelle si accapponi quel tanto che basta per rendermi conto di quanto io sia umana troppo umana, mentre questa donna, Clare Torry, non lo è affatto.
Ma quali lezioni di rock, quelle all'auditorium sono ripassi di vita!



sabato 12 febbraio 2011

nobody knows

Strana sensazione di risultare interessante, ma non abbastanza da provarci.
Forse è paura delle conseguenze.
Speranze, si chiamano così!
E filmini mentali, pure.
Mi piace questo elemento.
Bah, vabbe.
"A volte l'interesse che suscitiamo sale e scende senza un motivo particolare".
(Momenti di austenite acuta da esami in vista).


Peephole Surrounds Me

Passare da giornate povere di conversazioni a giornate in cui non sai a chi dare più retta.
Non sono più abituata, forse non lo sono proprio mai stata:
dubbi che resteranno tali per il resto dei miei giorni, molto probabilmente.
Ieri sera ho fumato troppo e bevuto ancora di più, sono stata soprannominata fattonta, (e ne vado fiera), ho riso per delle baggianate - della serie cerchiamo di evitare parole poco educate almeno su internet, echepazzo - ho suonato su un cartone gigante di nome Wilson, ci ho parlato anche, e ho evitato chi voleva parlarmi di cose che non fossero riguardanti la serata, perché non era la serata degli egocentrismi.
Devo dire che mi sento una disillusa, ma l'ho sempre detto: se mi chiedessero cosa amo negli altri risponderei alla friedrich, "le mie speranze".
E allora se le mie speranze sono rivolte finalmente nelle giuste direzioni, andiamo avanti per questa strada.
Camaleonticamente, mi sento soddisfatta.
Ain't no turning back, coz I'm walking a line!
(fomento).



giovedì 10 febbraio 2011

tum-zità-tutum-zitazizità!

Ma ritorniamo a scrivere cose che non siano alquanto deprimenti per favore?
Cambio pelle e suono. La gente scrive su internet perché vuole farsi conoscere.
Voglio farmi conoscere anche io, è la conclusione.
Questo significa che non c'è più un dialogo sincero nella realtà? Oh nou!
No secondo me è che non si ascolta più, si legge e basta.
Io non voglio che accada anche a me e quindi combatto contro la sordità!
Sto vivendo in un paradosso, suono con due gruppi completamente opposti tra loro:
uno in cui sono l'unica cromosomata XX, in cui facciamo musica come ci viene, di getto, e ci piace sempre quello che esce; ci sono sicuramente dei fili invisibili che legano i nostri cervelli malati l'uno all'altro, 6 canzoni scritte in un numero di prove pari alle dita di una mano, e ci sentiamo potenti. Ma non abbiamo un nome comune con cui farci riconoscere dalle persone, la cosa da un lato è snervante, dall'altro non posso smettere di ridere se penso a quanti nomi abbiamo tirato fuori: secondo me, per la disperazione, finiremo per chiamarci i Passo Carrabile sul serio.
Ma anche no.
E suonò un'armonica daltonica nell'aere.
(ah già, c'è da dire che con loro riesco a uscirmene con frasi non sense di un certo livello ritmico).

L'altro. What a-Butyou? Ehi ho trovato il nome per il primo album!..
L'altro in cui non parlo, perché non ci conosciamo, suono così mi conosceranno per quella che sono sul serio, un po' timida sì, ma picchio quando è necessario.

So che suona male, ma io ho un forte legame con le spazzole, le drum brushes.
No, mi spiego meglio: io MI SENTO le spazzole, sento che siamo la stessa cosa:
Ci siamo e non ci facciamo sentire eccessivamente, ma chissà che succederebbe se non ci fossimo.
Ho capito di avere paura del silenzio.
Il silenzio mi spaventa perché urla la verità.
La grande filosofa Rosa (Pink) ha parlato.
Amen.

Allora datemi un sottofondo, dei suoni che ricordano lontanamente pensieri, chissà come.
Psichica del suono la chiamano:
a te questo ricorda qualcosa?




"...e poi c'è Spree,che sembra riempire di musica ogni parola che scrive. Sento che le nostre anime sono molto simili, oscure nella forma ma arcobaleno nella sostanza. Sono felice per questo!"

E se ti dicono queste cose, non puoi che essere feliciue! Momenti di giuoia evanescente ;)
martedì 8 febbraio 2011

Non leggere, è deprimente.

Litigi costanti con persone con cui ho rapporti dei quali non si capisce l'origine. Che cosa abbiamo in comune, perché continuiamo a frequentarci?
E' perché frequentiamo le stesse persone?
Non lo so.
Ehi fa strano, io parlo sempre di quanto facebook sia un ambiente malato, ma non mi sono mai cancellata, perché comunque ormai è anche da lì che ci si tiene in contatto. E poi puf, un'amica in meno su internet, forse anche nella vita di tutti i giorni.
Io non so perché ci resto sempre di merda ogni volta, anche se comunque ci resto di merda anche quando i rapporti vanno bene. Non lo so cosa c'è che non va in tutta questa storia.
Forse è egoismo, sapere di non avere più una persona tra le poche che sapevi di avere accanto, al di fuori della famiglia. O forse non so, orgoglio?!
Oppure banalmente, ci tenevo, anche se erano più le volte che mi ci incazzavo che quelle in cui ci stavo bene sul serio.

E' che mi sento sola, ecco cos'è.
Mi manca qualcuno, non so chi di preciso.
L'idea di qualcuno che mi conosce sul serio, non solo la facciata.
Non lo sento più tra le persone che frequento, non c'è nessuno che mi capisca al volo, che capisca pure le cose che non dico. Sembra tutto finto, tutto messo lì giusto per apparenza.
Me ne voglio andare, voglio andare via dove farmi conoscere di nuovo.
Io non sono uno, né nessuno, né centomila.
Non voglio più esserlo.
(Non è vero).


mercoledì 2 febbraio 2011

FASE R.E.M.

Io sogno a colori o in bianco e nero?