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venerdì 25 marzo 2011
Playing With Thoughts
Le sfide, le conversazioni, le persone sono come leggere un pentagramma a prima vista:
ti siedi lì, di fronte a quei fogli pieni di inchiostro nero come la pece, di pause, dinamiche, arpeggi, acciaccature, e già ti assale un po' la confusione.
Non riesci a vedere nient'altro che note, serie e serie di note che sembrano troppe, lontane tra di loro, e impossibili da inquadrare.
Allora chiudi gli occhi un attimo, prendi un respiro profondo, ti rimbocchi le maniche e vai.
Nota dopo nota tutto diventa più chiaro, cominci a capire il senso di quello che stai suonando, entri a far parte di uno schema mentale che prima ti pareva così maledettamente distante e irraggiungibile.
Suoni, per poter arrivare alla soluzione.
E' lo stesso procedimento che applichiamo quando conosciamo qualcuno: parliamo e ascoltiamo, soprattutto, per poter arrivare alla soluzione, per poter capire come leggere le persone a prima vista, insieme ai loro pensieri.
Non mi piace divagare se poi non arrivo a un silenzio esplicativo di ciò che ho detto e ascoltato, come il silenzio che termina la concentrazione nel carpire ogni singola dinamica melodica.
E sono queste le mie sfide preferite, quelle che non rifiuto mai:
Musica e Persone.
domenica 20 marzo 2011
Where Do I Begin?
Sunday morning I'm waking up,
can't even focus on a coffee cup.
La comincio questa giornata oppure non ne vale davvero la pena?
Potrei benissimo lasciarla qui, su un letto sfatto dai troppi sogni notturni in cui puntualmente mi crogiolo e in cui riverso tutte le mie energie senza mai ricevere nulla in cambio, o quasi.
Where Do I Start? Where Do I Begin?
Troppe novità, nulla di definitivo.. definizione è una bella parola.
Poche speranze, o dovrei forse dire poche speranze senza vera speranza.
Come si fa a ritrovare la fiducia nelle persone, è possibile?
Dovrebbero censurare la fine di questa canzone meravigliosa.
venerdì 11 marzo 2011
Healing Music
Rilassarsi così, ascoltando inerte i melodiosi suggerimenti di Mozart su come vivere piacevolmente la propria vita.
Come si fa a stare ancora agitati mentre si ascolta questo piano concerto?
E' impossibile, totalmente.
Le attese sembrano dissolversi mentre i violini intonano questo canto che sembra un po' il richiamo del vento. Esci, vai a goderti un po' di sole. Fatti baciare da me.
Dio, quanto ti dovrei ringraziare Amadeus.
giovedì 10 marzo 2011
Anemiagorafobia
Gente, mandrie di persone che ti schiacciano vicino a un finestrino, da dove puoi vedere macchine, mandrie di macchine che passano e vanno chissà dove.
Non ci vedo più.
Le gambe iniziano a tremare, come se mi stessero dicendo "dove ci stai portando? Chi sono tutte queste persone?".
La prego, mi faccia sedere, non mi sento bene.
E sentirsi rispondere "neanche io" mentre tutto attorno sembra restare uguale, la canzone sembra non smettere mai, risuona nel cervello mentre il buio dell'oblio mi pervade la mente, il corpo.
Mi addormento nel sonno dei sogni per quei brevi attimi di fuga dal mondo.
Capisco che dicevo di voler fuggire, ma non così, non prendetemi alla lettera.
E poi ti risvegli, mandrie di persone che ti sorreggono e chiedono allarmate come stai, dove vai.
Sto bene, ma vi prego, andatevene tutti, soffoco.
Forse la prossima volta dovrei dire: (s)vengo a trovarvi.
martedì 8 marzo 2011
Nothing to fear and nothing to doubt
Le certezze, queste sconosciute:
il susseguirsi delle giornate sempre uguali che ci distrugge, ci logora, ci lascia perplessi e confusi.
E' già ieri adesso, domani non esiste, è già oggi, ma l'oggi non esiste, perché è già ieri. Circoli viziosi, eh?
Vorrei poter distinguere nell'aria il rumore latente di un metronomo, qualcosa che mi dica che i miei passi in quel momento sono in 4/4 o magari come piace tanto a me, in 5/4.
Il problema però è sempre lo stesso, il tempo non esiste: puoi anche suonarlo e frammentarlo, ma in realtà quello su cui ti basi è un tempo illusorio, una convenzione.
Non sono le 12.24, sono semplicemente momenti di luce.
Per alcuni sono anche momenti di agonia, per me sono momenti di attesa, che passino anche questi ieri e domani e oggi, e mi portino dove voglio essere adesso, lì, ancora ad aspettare, a lasciarmi andare alla sorpresa dell'ignoto.
Quello che non ti aspetti ti sta aspettando, e tu che fai? Aspetto anche io, forse un giorno ci incontreremo e scopriremo che eravamo soltanto a 2 minuti di distanza, ma non ci vedevamo, perché i minuti non esistono.
Soffochi, se cominci a pensare a queste cose anche tu. Anche se non penso lo farai, sono io che mi ci sono chiusa.
Vedila così: siamo su una piramide, sulla punta c'è quel tempo che non conosciamo, mentre sulla base ci siamo io e te, alle due estremità, e ci stiamo cercando.
Non c'è nulla di cui aver paura e niente da dubitare, tu continua ad andare e vedrai che la strada la trovi.
Il ritmo della canzone forse no, ma quelli sono talenti rari.
domenica 6 marzo 2011
credo nei piedi e nelle mani.
"Se per una volta si vuol essere una persona, bisogna onorare anche la propria ombra".
Stavolta, Friedrich, mi avevi messo in crisi.
E' quel "per una volta" che mi spaventa un po', ma onorerò anche la mia ombra se necessario.
Nel frattempo sorrido come un ebete solo per come mi suonano bene poche parole, e non riesco a controllarlo, mi tirano gli angoli della bocca!
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