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giovedì 25 agosto 2011

Di felicità si può morire?

Quanto volano in fretta delle settimane passate serenamente, in compagnia delle persone che vorresti sempre avere accanto.
Riscopro il piacere dell'affetto reciproco, delle persone vere e delle vere risate: non ricordavo neanche più l'ultima volta che sono stata così felice, (perché di felicità si tratta).
Sono 3 settimane che non analizzo la serata appena trascorsa, alla ricerca dei motivi per cui non mi sento soddisfatta, degli errori che penso di aver commesso nel pormi a contatto con nuove persone.
Sto bene, non ho pensieri, ho un uomo meraviglioso, delle persone con cui condividere felicità e libertà, una famiglia meravigliosa e una sensazione nello stomaco come se questi fossero i giorni più belli della mia vita fino ad ora.
Non mi sentivo così da anni.


lunedì 15 agosto 2011

It will?

Passare da momenti di euforia a momenti di rabbia, solo per colpa di un subconscio dannato che mi insinua nella testa paure che spero non diventino mai concrete.
Sento la distanza, il fatto di poter sentire solo una voce e non vedere che espressione sul viso l'accompagna. Sento l'esigenza di riavere un po' di vita quotidiana trasportata qui, di poterla riabbracciare e baciare.
Anni fa quando avevo avuto questa sensazione di angoscia repressa, era stata un segno premonitore della fine di qualcosa.
Vorrei sentire il calore di un abbraccio e una voce, una sola e particolare, sussurrare decisa nell'orecchio solo una parola:"durerà".

sabato 13 agosto 2011

Floating

Viaggiare è il modo più bello che ci sia per trovare il proprio equilibrio.
Si devono lasciare a casa le solite persone che ci circondano il quotidiano, i soliti libri svogliati e sfogliati sugli scaffali, le solite ruote che ti portano dovunque tu voglia ma sempre in uno spazio limitato da quattro quartieri o giù di lì. E poi partire, e stare fuori più tempo possibile.
Andare, che so, a Valencia a studiare come comunicare, a conoscere persone che ti arricchiscono dentro anche se forse non le rivedrai mai più così spesso come ora, a vagare.
Semplicemente a vagare, e a sorridere.
Perché gli angoli della bocca mi restano sospesi verso l'alto da una settimana, anche se ho i crampi, anche se non c'è nulla di così entusiasmante per cui essere felice, eppure io lo sono.
Talmente felice che un po' ho paura di perdermi qualcosa.