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lunedì 27 febbraio 2012
Fuck!
Ho mai dato veramente me stessa a qualcosa o a qualcuno?
La risposta, per quanto prosaica e a tratti sconcertante, è no.
Il multi-tasking è una cazzata, una enorme stratosferica cazzata.
Ci sono l'università, gli amici, il cane, il pianoforte, la batteria.. per non parlare dell'igiene e della cura personale, mica è una cosa che porta via poco tempo!
E durante le giornate di nullafacente pigrizia, pensi che dovresti dedicarti a tutte queste cose e ti rendi conto di quanto poco ti ci possa dedicare singolarmente, essendo così tante; finisci solo col preservare le forze per il prossimo hobby o impegno, risultando comunque mediocre in ognuno di essi, (eccetto per l'igiene e la cura personale, dai).
È così che ti rendi conto di quanto sia necessario andare per gradi, eliminare a mano a mano ogni impegno.
Eppure, ho scelto io di fare tutto insieme e finché sarà così continuerò ad essere mediocre in tutto.
Come ho fatto a non essere mai arrivata all'apice di me stessa?
Forse dovrei perdermi pure io in una foresta e dedicarmi solo a scuotere i capelli.
Bah.
La risposta, per quanto prosaica e a tratti sconcertante, è no.
Il multi-tasking è una cazzata, una enorme stratosferica cazzata.
Ci sono l'università, gli amici, il cane, il pianoforte, la batteria.. per non parlare dell'igiene e della cura personale, mica è una cosa che porta via poco tempo!
E durante le giornate di nullafacente pigrizia, pensi che dovresti dedicarti a tutte queste cose e ti rendi conto di quanto poco ti ci possa dedicare singolarmente, essendo così tante; finisci solo col preservare le forze per il prossimo hobby o impegno, risultando comunque mediocre in ognuno di essi, (eccetto per l'igiene e la cura personale, dai).
È così che ti rendi conto di quanto sia necessario andare per gradi, eliminare a mano a mano ogni impegno.
Eppure, ho scelto io di fare tutto insieme e finché sarà così continuerò ad essere mediocre in tutto.
Come ho fatto a non essere mai arrivata all'apice di me stessa?
Forse dovrei perdermi pure io in una foresta e dedicarmi solo a scuotere i capelli.
Bah.
mercoledì 22 febbraio 2012
then, what?
E poi tutto passa, l'aggressività che ti rende impotente e debole, facendoti odiare solo e soltanto te stessa.
Passano le preoccupazioni e le paure di non farcela; la sicurezza di potercela fare, anche.
E resti così: sguardo attonito nel buio di un silenzio incontrastato, pensieri ronzanti nella testa, poca voglia di parlare e con la sensazione che ormai ogni cosa tu possa dire non abbia senso o l'abbia perso dopo mille ripetizioni.
Restano solo quattro note e un punto interrogativo.
domenica 19 febbraio 2012
daje
E POI IL GIORNO DOPO RISUONI E PENSI:
ESSICAZZI?!
Di tanti errori che farai, avrai altrettante soddisfazioni e di più:ESSICAZZI?!
sabato 18 febbraio 2012
Se/Me-ntire.
Sentirsi così, sommersa da un fruscio continuo di suoni, errori, persone e bugie:
sentire le mani gelate, il corpo inspiegabilmente fuori controllo.
Vagare tra impressioni riecheggianti nel cervello: debole, inferiore, dilettante, sega.
Mi vedo tra voi e mi rivolgo gli stessi sguardi disapprovanti.
Guardo le mie mani e giudico ogni movimento sbagliato; mortifico me stessa e le mie dita, pellicina per pellicina fino a vederne solo rosso accecante, colpevole.
Come un burattino tra bambole di pezza, di quelle da collezione.
E questo martirio continua ancora un po', un altro po' prima di posare le bacchette, alzarsi e sorridere debolmente di fronte ad un vuoto miope, mentre riaffiorano quelle impressioni così forti che ogni volta vorrei poter s(e/)mentire.
Ma le percepisco dai vostri occhi, purtroppo incapaci di mentire così bene come le vostre bocche: allora non mi resta che ringraziare con ipocrisia, cercando un po' di verità tra tanto affetto.
Fino a che tutto tace, tranne quel fischio all'orecchio testimone di una serata così.
E mi sento come una cattedrale sommersa, il peso assente del mio corpo nascosto da un mare di limpide bugie.
sentire le mani gelate, il corpo inspiegabilmente fuori controllo.
Vagare tra impressioni riecheggianti nel cervello: debole, inferiore, dilettante, sega.
Mi vedo tra voi e mi rivolgo gli stessi sguardi disapprovanti.
Guardo le mie mani e giudico ogni movimento sbagliato; mortifico me stessa e le mie dita, pellicina per pellicina fino a vederne solo rosso accecante, colpevole.
Come un burattino tra bambole di pezza, di quelle da collezione.
E questo martirio continua ancora un po', un altro po' prima di posare le bacchette, alzarsi e sorridere debolmente di fronte ad un vuoto miope, mentre riaffiorano quelle impressioni così forti che ogni volta vorrei poter s(e/)mentire.
Ma le percepisco dai vostri occhi, purtroppo incapaci di mentire così bene come le vostre bocche: allora non mi resta che ringraziare con ipocrisia, cercando un po' di verità tra tanto affetto.
Fino a che tutto tace, tranne quel fischio all'orecchio testimone di una serata così.
E mi sento come una cattedrale sommersa, il peso assente del mio corpo nascosto da un mare di limpide bugie.
lunedì 6 febbraio 2012
I could never see tomorrow
Ho un rigurgito di pensieri.
Detesto i periodi pre-scena del crimine nelle mutande in cui mi sembra di ragionare normalmente e poi scoppio in lacrime con una facilità rara, peggio delle ragazzine che si sentono più mature e profonde se piangono 5 volte in 6 giorni.. vorrei urlare in faccia alla gente e invece finisco col tentare di bloccare il mentuccio tremulo e quelle lacrime del cazzo che escono al posto delle palle che non ho. E poi mi riduco così, in pigiama, davanti a uno schermo con la musica a cannone.. manco fossi in un film .
Penso a tutta la musica che ancora non conosco e mi odio perché mi sembra di essere in ritardo, di aver perso tempo prezioso appresso (o a presso?) alle boy/girl band anni 90 e a tutti quei cantanti che adesso non mi vergogno di aver ascoltato (ma forse dovrei), quando avrei potuto approfondire tante cose che ho scoperto solo ora e che continuerò a scoprire.
Ma certi brividi che provo adesso sentendo certe canzoni li sentivo anche 21 anni fa, solo che adesso a volte mi si addormenta la testa a momenti, per quanto li sento.
Mi ricordo che un anno fa, a quest'ora, ero davanti al pc (deja-vu) aspettando trepidante di sentire quel suono di 2 secondi, che arrivassero le 20.05 del martedì o che succedesse semplicemente qualcosa che mi allontanasse per un momento da quelle giornate di assenza e solitudine inconsapevole. Ricordo come fosse ieri la risata isterica che non riuscivo a fermare quando ho visto quella foto di Yoda.
Ricordo la disperazione da universitaria disillusa, quella depressione costante che mi faceva dare esami per sport, senza alcuna ragione valida; ma ricordo ancora meglio quella rivelazione, quando ho conosciuto chi c'era dietro questo brano e mi si sono aperti gli occhi.
E le speranze, i filmini mentali, i concerti ogni settimana del gruppo di "amici in comune", i litigi con le vecchie comitive, il viaggio in colorado (e i miei vestiti, cappelli, sciarpe persi chissà dove..che quando perdi la valigia, capisci quanto poco contino queste cose, ma quanto ti possa sentire privata di un pezzo di te senza), quello a canterbury con la paura di parlare inglese perchélosomamisentoun'idiotalostessoquandodevoparlare
coninglesi.
Ricordo quando ho realizzato che non riuscivo più a fidarmi di nessuno, e che mi ero scelta delle gran belle false amicizie.
Ricordo quando ho cominciato a cambiare in molti modi e in poco tempo, ascoltando.
E poi ho azzerato tutto.
E ricominciato.
Ho un rigurgito di pensieri.
E un brivido meraviglioso che mi porto dietro da 21 anni ogni volta che I can still feel the breeze..
Detesto i periodi pre-scena del crimine nelle mutande in cui mi sembra di ragionare normalmente e poi scoppio in lacrime con una facilità rara, peggio delle ragazzine che si sentono più mature e profonde se piangono 5 volte in 6 giorni.. vorrei urlare in faccia alla gente e invece finisco col tentare di bloccare il mentuccio tremulo e quelle lacrime del cazzo che escono al posto delle palle che non ho. E poi mi riduco così, in pigiama, davanti a uno schermo con la musica a cannone.. manco fossi in un film .
Penso a tutta la musica che ancora non conosco e mi odio perché mi sembra di essere in ritardo, di aver perso tempo prezioso appresso (o a presso?) alle boy/girl band anni 90 e a tutti quei cantanti che adesso non mi vergogno di aver ascoltato (ma forse dovrei), quando avrei potuto approfondire tante cose che ho scoperto solo ora e che continuerò a scoprire.
Ma certi brividi che provo adesso sentendo certe canzoni li sentivo anche 21 anni fa, solo che adesso a volte mi si addormenta la testa a momenti, per quanto li sento.
Mi ricordo che un anno fa, a quest'ora, ero davanti al pc (deja-vu) aspettando trepidante di sentire quel suono di 2 secondi, che arrivassero le 20.05 del martedì o che succedesse semplicemente qualcosa che mi allontanasse per un momento da quelle giornate di assenza e solitudine inconsapevole. Ricordo come fosse ieri la risata isterica che non riuscivo a fermare quando ho visto quella foto di Yoda.
Ricordo la disperazione da universitaria disillusa, quella depressione costante che mi faceva dare esami per sport, senza alcuna ragione valida; ma ricordo ancora meglio quella rivelazione, quando ho conosciuto chi c'era dietro questo brano e mi si sono aperti gli occhi.
E le speranze, i filmini mentali, i concerti ogni settimana del gruppo di "amici in comune", i litigi con le vecchie comitive, il viaggio in colorado (e i miei vestiti, cappelli, sciarpe persi chissà dove..che quando perdi la valigia, capisci quanto poco contino queste cose, ma quanto ti possa sentire privata di un pezzo di te senza), quello a canterbury con la paura di parlare inglese perchélosomamisentoun'idiotalostessoquandodevoparlare
coninglesi.
Ricordo quando ho realizzato che non riuscivo più a fidarmi di nessuno, e che mi ero scelta delle gran belle false amicizie.
Ricordo quando ho cominciato a cambiare in molti modi e in poco tempo, ascoltando.
E poi ho azzerato tutto.
E ricominciato.
Ho un rigurgito di pensieri.
E un brivido meraviglioso che mi porto dietro da 21 anni ogni volta che I can still feel the breeze..
venerdì 3 febbraio 2012
Matte Kudasai
Milioni di persone staranno scrivendo in questo momento, guardando il bianco che prende il sopravvento sugli altri colori urbani.
Io guardo il tetto del palazzo di fronte, come fosse il film più bello che abbia mai visto, e aspetto:
aspetto nell'aria, sotto il piumone, in questa triste città che per qualche istante ancora ha qualcosa di cui parlare. C'è la neve, e nevica su tutti gli insulti, le domande, le idiozie e le risate dei passanti.
Aspetta, per favore! Non te ne andare così presto come fai sempre, resta un po' qui a distrarci.
Ché ti sento lontano, e mi sento sola.
La sento solo io la differenza tra quando non ci sei e quando ci sei?
E non stavo parlando con te, neve.
Una cosa l'ho capita, tira su col naso quando senti gli occhi umidicci.
Io guardo il tetto del palazzo di fronte, come fosse il film più bello che abbia mai visto, e aspetto:
aspetto nell'aria, sotto il piumone, in questa triste città che per qualche istante ancora ha qualcosa di cui parlare. C'è la neve, e nevica su tutti gli insulti, le domande, le idiozie e le risate dei passanti.
Aspetta, per favore! Non te ne andare così presto come fai sempre, resta un po' qui a distrarci.
Ché ti sento lontano, e mi sento sola.
La sento solo io la differenza tra quando non ci sei e quando ci sei?
E non stavo parlando con te, neve.
Una cosa l'ho capita, tira su col naso quando senti gli occhi umidicci.
mercoledì 1 febbraio 2012
Time
Studiare, studiare, studiare. Non c'è nient'altro che io possa fare per potermi permettere di dire "mi sento realizzata, sto facendo quello che voglio". Non deve esserci pigrizia, non deve esserci disattenzione o disinteresse: deve essere impegno costante, perché se la voglia non manca allora non deve mancare neanche l'impegno.
Amo imparare, progredire, scoprire di potermi superare; e quindi che sto aspettando? Che me ne sto facendo di questi giorni che sembrano tanti e invece sono pochissimi, in merito a tutto il tempo che voglio passare dedicandomi esclusivamente allo studio delle mie passioni più grandi. Basta tergiversare.
Voglio togliermi tutti gli esami che devo fare, uno dopo l'altro, senza la benché minima esitazione.
Studiare, studiare, studiare.
E mantenere la parola.
Amo imparare, progredire, scoprire di potermi superare; e quindi che sto aspettando? Che me ne sto facendo di questi giorni che sembrano tanti e invece sono pochissimi, in merito a tutto il tempo che voglio passare dedicandomi esclusivamente allo studio delle mie passioni più grandi. Basta tergiversare.
Voglio togliermi tutti gli esami che devo fare, uno dopo l'altro, senza la benché minima esitazione.
Studiare, studiare, studiare.
E mantenere la parola.
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