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sabato 18 febbraio 2012
Se/Me-ntire.
Sentirsi così, sommersa da un fruscio continuo di suoni, errori, persone e bugie:
sentire le mani gelate, il corpo inspiegabilmente fuori controllo.
Vagare tra impressioni riecheggianti nel cervello: debole, inferiore, dilettante, sega.
Mi vedo tra voi e mi rivolgo gli stessi sguardi disapprovanti.
Guardo le mie mani e giudico ogni movimento sbagliato; mortifico me stessa e le mie dita, pellicina per pellicina fino a vederne solo rosso accecante, colpevole.
Come un burattino tra bambole di pezza, di quelle da collezione.
E questo martirio continua ancora un po', un altro po' prima di posare le bacchette, alzarsi e sorridere debolmente di fronte ad un vuoto miope, mentre riaffiorano quelle impressioni così forti che ogni volta vorrei poter s(e/)mentire.
Ma le percepisco dai vostri occhi, purtroppo incapaci di mentire così bene come le vostre bocche: allora non mi resta che ringraziare con ipocrisia, cercando un po' di verità tra tanto affetto.
Fino a che tutto tace, tranne quel fischio all'orecchio testimone di una serata così.
E mi sento come una cattedrale sommersa, il peso assente del mio corpo nascosto da un mare di limpide bugie.
sentire le mani gelate, il corpo inspiegabilmente fuori controllo.
Vagare tra impressioni riecheggianti nel cervello: debole, inferiore, dilettante, sega.
Mi vedo tra voi e mi rivolgo gli stessi sguardi disapprovanti.
Guardo le mie mani e giudico ogni movimento sbagliato; mortifico me stessa e le mie dita, pellicina per pellicina fino a vederne solo rosso accecante, colpevole.
Come un burattino tra bambole di pezza, di quelle da collezione.
E questo martirio continua ancora un po', un altro po' prima di posare le bacchette, alzarsi e sorridere debolmente di fronte ad un vuoto miope, mentre riaffiorano quelle impressioni così forti che ogni volta vorrei poter s(e/)mentire.
Ma le percepisco dai vostri occhi, purtroppo incapaci di mentire così bene come le vostre bocche: allora non mi resta che ringraziare con ipocrisia, cercando un po' di verità tra tanto affetto.
Fino a che tutto tace, tranne quel fischio all'orecchio testimone di una serata così.
E mi sento come una cattedrale sommersa, il peso assente del mio corpo nascosto da un mare di limpide bugie.
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