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martedì 25 maggio 2010

for little peace of mind






Si spiega da sé.
Oggi mi hanno detto per l'ennesima volta una frase che odio, perché ogni volta penso di aver già fatto quello che dovevo, e invece mi sento sempre dire:
"non essere timida, dagli qualcosa di tuo a questo pezzo, suona, credici, fregatene degli altri!".
E ogni volta che pronunciano queste parole, comincio a chiedermi come mi vedano da fuori gli altri, quanta patina di timidezza nasconda ilrestodime e quante volte ilrestodime riesca a districarsi e a disfarsi dei suoi scudi. (wow, che cosa filosofica ve?).
Ho sempre voluto conoscere prima di farmi conoscere, quindi se non riesco a capire bene com'è una persona, non ce la faccio a suonare come vorrei, a crederci davvero, e non ce la faccio a fare un sacco di altre cose.
E a pensarci bene, mi sembra di non aver mai avuto la parte da protagonista in molti momenti importanti di questo spettacolo che sto vivendo giorno dopo giorno, ovviamente in versione apparentemente (A)Live! (sempre perché cerco di usare la parola "vita" il meno possibile...ecco, l'ho scritta).
Allora ecco che mi viene in mente il testo di una canzone molto familiare, questa, appunto, che mi entra in testa al punto da riuscire quasi a scriverci un monologo.


I'm so tired too, I haven't slept a wink coz my mind is on the blink as well.
Don't think it could be a good idea to fix myself a drink, no no no.
I'm so tired and I really don't know what to do, while my mind is set on you and what you said.
I wonder should I tell you but I know what you would say...
You'd say I'm putting you on, coz I don't think I'm that shy with you while I'm playing.
But it's no joke, it's doing me harm, you know I can't sleep,I can't stop my brain, you know it's three years,

I'm going insane!
You know I'd give you everything I've got
for a little peace of mind
domenica 23 maggio 2010

Horace Walpole




Life is a comedy for those who think... and a tragedy for those who feel.
La vita è commedia per coloro che pensano... tragedia per coloro che sentono.

Più vero di così, si muore.
E più sbagliato di così, si vive.

Sono le regole per andare avanti, gli schieramenti che bisogna prendere per sopravvivere come meglio si può. C'è chi decide di pensare, e chi decide di sentire. O ambedue le cose, tanto meglio.
Perché sì, siamo tutti attori su un palcoscenico, che recitano tanti piccoli ruoli in una tragicommedia. Grazie Will, per averci esplicato la cosa.

Ma alla fine chi ha il diritto di decidere cosa è giusto e cosa è sbagliato? Chi è che si sente così superiore da credere di saperlo?
Io no di certo, anche perché in realtà, ancora non so bene se sono più dedita al pensare o al sentire.
E qui, chiunque avrebbe servita una battuta pronta, del genere "perché tu pensi???".
Pare di sì! E sento pure!


sabato 22 maggio 2010

bahboh

E poi arriva la serata in cui vai dove non pensi, incontri persone nuove, e ti ricorda tempi andati in cui uscivi più spesso e la cosa era normale.
C'è da dire che nel corso di un anno ho perso una quantità indicibile di amici, o persone che ritenevo tali. La cosa ironica è che è bastato solo un "Bella".
Stasera però, per un attimo, mi è sembrato tutto familiare, il pub scrauso, la birra, le chiacchiere senza senso, vedesi i proverbi sparati a raffica per dire qualcosa.
E' per questo che il mio blog si chiama Forget It . Per questo ho cambiato posto dove scrivere, e cerco nuovi stimoli, perché ho cambiato abitudini e sto cercando di "abituarmi alle nuove abitudini".
E si comincia sempre con un ringraziamento per il tempo andato,
so thanks for your time and you can thank me for mine and after all that said then just.... forget it.
Dopo di che? Morfeo.


venerdì 21 maggio 2010

Il Bel Danubio Blu

C'è una prima volta per tutto. E' una verità universalmente nota, come direbbe qualcuno.
Eppure una prima volta come questa, lo scrivere un post qui, non è una cosa che attira tutto l'universo, d'altronde c'è chi pensa anche ad altro, giustamente.
Mi sono ritrovata a bazzicare da queste parti, alla ricerca di una nuova via di sfogo cibernetica. Chissà perché, anche se ormai mi annoia stare al computer per ore, e parlare dei fatti miei con persone che non conosco veramente mi ha sempre dato molto fastidio, ho scelto di riaprire un blog qui, dove di certo non si parla d'altro che dei fatti propri. Penso di poter risolvere questo dilemma rispondendomi che, su molti punti, c'è sempre bisogno di un'altra opinione, o di più opinioni, in modo da avere una visione a tutto tondo di quella che viene definita ormai senza troppe remore "vita". E io odio anche solo scriverla questa parola, perché ormai sembra quasi abbia perso significato, per il solo fatto di essere sempre sulla bocca delle persone. Bisognerebbe trovare un sinonimo altrettanto significativo, così da lasciare un attimo respirare (paradossalmente), la vita stessa. Perla di saggezza inutile n.1.
Non so neanche io dove voglio andare a parare, né perché sto scrivendo in questo modo, che in parte (la maggiore), non mi appartiene.
Saranno le letture di Jane Austen obbligatorie, ma altrettanto piacevoli, che mi influenzano.
Comunque sia eccomi qui, alla ricerca di un appiglio per portare a termine questo primo, fantomatico, post.
Di idee per portare avanti questo blog ormai esistente ne ho poche, però ci voglio provare, in fondo se non si prova, non si va da nessuna parte. Perla di saggezza inutile n.2.
E allora basta, finisco così; caro etere, ti lascio al danubio blu, ci vedremo in giro, le prossime volte che ci bazzicherò anche io.