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sabato 19 febbraio 2011

Le interminabili pause dallo studio

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E' come se mi fossi svegliata adesso da un sogno lungo e strano.
Ma no, mi sembra di stare ancora dormendo, che il sole che c'è fuori sia una proiezione del mio subconscio, e le persone che mi circondano mi parlino dei miei pensieri.
Uso le virgole come fossero pause musicali, quelle che prendo senza rendermene conto mentre parlo.
Se chiudo gli occhi, ti arriva ciò che penso?
Svegliami, I feel like a beholder.
Finalmente mi sento libera dal peso che portavo addosso, l'ansia del giudizio altrui:
sono tutte illusioni, non me ne libererò mai.
Se pensi possa finire così ti sbagli di grosso, purtroppo.
Il giudizio altrui condiziona chiunque in tutti i modi possibili; se non ci fosse, non avremmo motivo per lavorare sodo e fare sempre meglio.
Allora adagiati sulle opinioni della gente, come se fossero il più bel letto su cui tu abbia mai dormito. Vai oltre, supera l'ansia, scegli un ritmo diverso, il tuo ritmo.
Sarebbe un errore, una vita senza musica. Non trovi anche tu?
E la musica altro non è che un insieme di opinioni contrastanti.
Lasciale i pensieri più dolci che hai, anche quelli più tristi, va bene lo stesso dai.
Lasciale quello che ti pare, basta che non la abbandoni mai.
Sei solo un numero tra i tanti, realizzalo e vai avanti: non è una punizione, sei nato così.
Io sono un 7, piacere, e tu?
Non potrai mai conoscere tutti i numeri del mondo, finché non ti renderai davvero conto che non hai bisogno di conoscerli tutti per stare bene.
La vita è fatta di rarissimi momenti di grande intensità e di innumerevoli intervalli.
La maggior parte degli uomini, però, non conoscendo i momenti magici, finisce col vivere solo gli intervalli.
Ehi, svegliati, stavi vivendo il mio intervallo.

Every woman blows her cover
In the eye of the beholder
I'm a fish now out of water


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