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domenica 27 febbraio 2011

perfume

Fondamentalmente: ho scritto una marea di stronzate nel precedente post.
Ma non lo cancellerò, perché comunque ha un suo perché (della serie, iniziare e finire una frase allo stesso modo).
Lo scopo di tutto questo parlare e parlare e parlare e sfogarsi è partire: devo scegliere una meta, prendere e andarmene per 2 mesi, non sentire nessuno se non per avvisare che sono viva, staccare tutto e andare via.
Vorrei solo capire meglio certe cose, vedere cosa cambia al mio ritorno.
Il mio ippocampo e la mia corteccia olfattiva mi tradiscono in certi momenti, alla presenza di certi odori: ricordo le sensazioni, il benessere illusorio e il gusto, soprattutto, di un bacio al sapore di tabacco.
E non mi si stacca più il cervello da quel profumo, penso non mi ci si staccherà per un bel pezzo.
"Lo stimolo olfattivo richiama al mondo istintuale, alla parte più primitiva e naturale, insita in ognuno di noi. Dal potere evocativo misterioso e poco sconosciuto l’olfatto guida impercettibilmente molte delle nostre decisioni, delle nostre scelte, dal partner a noi più affine ai sentimenti ed impressioni che associamo a luoghi ed oggetti.".
Il mio olfatto mi dice potrebbe essere.
Il mio cervello mi dice non sperarci.
Il mio istinto cinicamente si chiede che cosa ci sia da sperare.
Voglio seguire l'olfatto stavolta.
Vorrei percepire cosa accadrà solo da un profumo.



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