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lunedì 7 giugno 2010

I keep dancing on my own

Io sono solo un numero scritto su un foglio ministeriale.
Un 23 scarso, che fa anche un po' male.
O un 28, che dà un po' di soddisfazione.
Per i professori universitari e per i datori di lavoro almeno, è così, dato che è raro che si ricordino chi sei, e ancora più raro che si ricordino il tuo nome.
Ma allora a che serve?
A che serve la spasmodica tendenza a una media pressoché decente, se poi dopo sarai soltanto un numero?
A che serve crederci, se poi ti buttano lì, in mezzo a mille altri numeri, matricole come te, senza darti la minima considerazione?
Serve ad avere qualcosa da fare, uno scopo, un cammino da seguire;
perché altrimenti, tu a che servi?
Spero di poter rispondere a questa domanda tra 10 anni, quando avrò una vaga idea di quali siano le mie possibilità.
E nel frattempo penso a quanto era diverso al liceo, quando ancora ti lamentavi dei professori, delle ore di lezione insopportabili, e invece era tutto più semplice, bastava studiare.
Ora oltre a studiare, devi pensare a sopravvivere con le tue sole forze.

Yeah, I know it's stupid
but I just gotta see it for myself.




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