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venerdì 4 giugno 2010
tricks of the trade
Fa uno stranissimo effetto, sapere di condividere qualcosa di indissolubile......a meno che non si abbia l'alzheimer, un'amnesia o un trauma cranico...ma non portiamoci sfiga. (grattatina della tettina sinistra).
E' una delle cose che amo, ma che allo stesso tempo mi fa rabbia, sapere di essere in molti frammenti di memoria delle persone che ho frequentato. Da un lato è piacevole, ma dall'altro fa un po' male vedere come ora sembrino attimi superflui, che non hanno significato nulla, al massimo sono stati momenti in allegria e nulla di che. Non per me però.
Ho interrotto qualsiasi tipo di contatto con il gruppo di amici con cui fino all'estate scorsa uscivo ogni sabato, e anche più. Ora sono solo le ennesime persone presenti su facebook, ma non sono più amici neanche lì. E tra tutti, penso in particolare a una persona, che avevo etichettato come "migliore" tra gli altri, e poi è stata la prima a voltare le spalle appena si è presentata l'occasione. Ironico.
Eppure so che qualche pensiero me lo lascia, sentendo una canzone, leggendo qualcosa, pronunciando una frase cretina.. anche una frase seria, dai.
Ed è una sensazione che non ho provato neanche due (o erano tre?.. no, no. due) anni fa, all'epoca del rimbecillimento cronico da storia-del-liceo-finita-con-una-lettera-e-commenti-su-msn (sì, la tecnologia fa male alle relazioni interpersonali...).
Mai illudersi comunque.
E mai restare attaccati al passato, perché tanto sta lì, nessuno lo riprende più.
And as time shall inevitably move on.
Well at least we'll have four strong legs to stand on - to keep us alive
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