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martedì 7 dicembre 2010
Jigsaw Falling Into Place
Just as you take my hand
Passa tutto in secondo piano: le parole, il tempo.
Ritrovo leggeri fiocchi di neve che schiariscono uno scenario artefatto.
Tutto è più luminoso e nitido.
Cammino in un film dai colori sgargianti, verderossoeblu.
Mi dicono che è Natale che si avvicina, mi dicono.
No longer wound up like a spring
Un po' di rosso lo vedo sulle mie dita martoriate, sulle quali puntualmente sfogo tutti i miei flussi di coscienza. Potessero parlare, mi urlerebbero contro tutto il dolore che mi illudo di non sentire mentre scarnifico pezzi innocenti di una pelle troppe volte sfiorata da mani amiche o solo conosciute.
Che cosa voglio togliermi di dosso, cosa voglio eliminare dal mio corpo?
Il tocco di chi non mi conosce davvero o quello di chi, con un solo gesto, riesce a capire esattamente cosa mi passa per la testa?
Before you've had to much, come back in focus again
La pelle parla, ma nessuno ascolta.
Il sangue rappreso è il simbolo della mia perenne lotta interiore, anche se lotta inizia per L.
Ah, ah.
Before you're lost between the notes
Cosa c'è oggi, cosa ci sarà domani, cosa c'è stato ieri.
La mia pelle lo sa, lo sente.
Le mie dita sono tracce dei pensieri che ho nascosto e tenuto per me, e me soltanto.
Words are blunt instruments
Dovrei forse smettere di pensare, anche solo un istante, lasciarle a illudersi di potersi rigenerare, di tornare ad assumere un colorito roseo e non sanguinolento.
Words are sawn off shotguns
Vizio prelibato che assaporo ogni volta che sento l'epidermide ruvido al tatto.
Soddisfazione nel vedere la pelle morta delle emozioni passate staccarsi dai miei polpastrelli.
Disgusto nel constatare che cosa ho fatto delle mie mani.
Imbarazzo nel non poterle nascondere.
"Che cosa ti sei fatta?"
Niente, volevo fare un puzzle in pelle.
Come on and let it out
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1 commenti:
Gran bel post, complimenti.
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