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lunedì 16 luglio 2012

hai un nuovo messaggio privato

non si cambia, semmai si cresce e si amplificano, o attenuano, certi atteggiamenti. e una delle sicurezze della vita è che se decidi di condividerli con qualcuno e di sorbirti e amare anche i suoi, di atteggiamenti, non è possibile smettere. se all'improvviso cambia tutto, e ti viene da piangere pensando che lo sapevi, te lo sentivi che oggi era una giornata di merda, bisogna che ti fermi un attimo. respira e pensa. eri veramente tu quella che correva a Londra e inseguiva i passanti perché non c'erano più soldi e non c'erano più cose da vedere? eri tu quella che saltava al concerto dei franz ferdinand, cantata all these things that I've done con le patatine fritte in mano e i piedi doloranti, e stava bene sotto la statua di Peter? eri tu quella che andava a canterbury a trovare la sua amica, felice per lei ma allo stesso tempo triste per te, perché non sentivi più quella complicità, ti sentivi una estranea a casa di un'altra estranea? eri tu quella che voleva bene incondizionatamente, anche senza essere sicura al cento per cento dell'affetto dell'altra persona, anche senza conoscerla davvero a fondo, anche senza sapere davvero niente di lei. senza punti interrogativi. ero io. eccome. e porca puttana se me lo sentivo che questa giornata aveva una nota storta.
il fatto è che non riesco ad accettare delle scuse dopo due anni, anche perché non capisco di quali comportamenti stiamo parlando, anche perché non stai chiedendo veramente scusa ma stai solo cercando di ripassarmi la palla. e io non credo di volerla prendere.
io sento di essere cambiata solo in una cosa: non me la sento più di fingere che vada sempre tutto bene, perché "altrimenti non sarei più spree". anzi, non me la sento più di essere spree. voglio essere semplicemente quello che cazzo mi pare, senza la paura di non andare più bene a chi dice di volermene. che poi andava bene se fingevo, perché almeno così ero una compagnia piacevole.
il silenzio è il motivo, è la colpa di entrambe. il fatto di non aver mai veramente detto niente, di averlo solo scritto perché così era più semplice. e poi dal vivo parli, parli del più e del meno senza mai rivolgerti davvero a me, né io a te, ma solo a quello che eravamo, perché ormai è una questione di abitudine. e di amicizie in comune. e di situazioni forse troppo scomode, da dover essere risolte con un messaggio privato.
ma.
che.
senso.
ha.
se è questo il motivo, non verrò e basta. non c'è bisogno di fingere di voler sistemare la cosa e di chiedere scusa in modo vago su cose ancora più vaghe. non è che si cambia. e non è che siamo cambiate. è che se mi parli alle spalle, non sei mai stata mia amica, e se io non ho il coraggio di dirti in modo diretto che mi ci hai fatto restare di merda, non lo sono mai stata neanche io.
e non voglio abbracci, se non sono sinceri.

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