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mercoledì 25 maggio 2011
Don't Panic
E' buio. Mi illumina solo la luce del tabacco che brucia e il monitor del pc che sembra così fuori luogo alle 3. Eppure scrivo, senza avere sonno né voglia di dormire, come se stessi già dormendo e i coldplay fossero un'eco di momenti vissuti durante la giornata, a sentire musica, tanto per cambiare. Sto componendo un puzzle di pensieri sconnessi che non hanno né filo né coda.
Toccare i pensieri, è possibile? Come se abbracciassi qualcuno e con un semplice tocco sapessi che cosa mi passa per la testa e cosa passa per la tua, e non servissero parole quindi, perché è tutto solo nella testa.
E come si fa a passare da un momento di silenzio e malinconia a un momento di parole e armonia? Cos'è che ti scatta nel cervello per cui dici "ehi, che cosa stavo pensando? Va tutto bene, sto vivendo è questo che conta". Ecco sì, stai vivendo ma per cosa? Per lavorare, sposarti, avere dei figli e morire? Non mi sento parte di questo, non mi sento bloccata in questo circolo vizioso.
E' come se vivessi su un pentagramma, e quindi non sapessi quale nota mi seguirà, se ci sarà una pausa oppure una sequenza infinita di battute. Spero siano spiritose..
Questa era triste, ma ehi.
Le storie che vivi adesso hanno tutte una fine, che sia vicina o lontana.. è questo che mi spaventa. Odio certi pensieri ma non posso fare a meno di pensarci.
Le notizie che leggi adesso molto probabilmente somiglieranno a quelle che leggerai o che hai già letto, le parole che scrivi saranno le stesse che penserai tra qualche anno, chi lo sa.
Io non lo so.
Non so se ci sarò, o sarò una tra i tanti che volevano fare grandi cose e invece sono rimaste là, non so se le persone che ho attorno adesso le avrò attorno anche tra 10, 20, 30 anni.
Di certo non risolverò questi dubbi amletici in una notte a metà, sapendo di dovermi alzare tra 3 ore per fare qualcosa che so che non farò, non domani almeno, e sapendo che passerò la giornata a pensare di aver deluso le aspettative di quelli che sanno cosa devo fare.
Datemi un telecomando, voglio premere pausa, analizzare quello che ho vissuto fino ad ora, rivivere tutto per capire se ho fatto bene e se era quello che volevo davvero.
Io vado avanti sì, e voglio andare avanti e vedere che succede.
Però stanotte mi sembra tutto distante.
Dimmi quello che senti quando lo senti sul serio, e non perché se non lo dici può sembrare che non senti nulla. Non voglio l'abitudine nelle parole, voglio sentirle anche solo nella mente.
Perché sì, si possono toccare i pensieri e il mondo non è fatto solo di persone irrealizzate.
Bisogna realizzare tutto quello che si può e si vuole, coi propri tempi, ché il tempo convenzionale non esiste. Per quanto ne so, potrebbe anche essere che ho 34567 anni, 20 anni in questa vita ma 34547 sparsi nelle altre che ho già vissuto, (ho dovuto usare la calcolatrice).
E sentire a loop per mezz'ora una canzone che sembra incarnare alla perfezione quello che stai cercando di dire.
Partire, ecco cosa devi fare, capito amore?
E partiremo insieme.
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